it en
 
 

Greenaccord a Matera per l'inaugurazione de Il Giardino di Zyz

16/07/2019 00:00
Description
 
Contacts
 

Accessibile alle sedie a rotelle, ma anche dotata di didascalie in braille per i non vedenti, interculturale, perché è una mano accogliente volta in direzione della città, e anche green, perché è raggiungibile con pulmini elettrici e perché i sacchi che costituiscono la “recinzione” esterna alla fine saranno riciclati da una ditta specializzata. Ed è proprio la vocazione alla sostenibilità dell’opera di arte contemporanea “Il Giardino di Zyz” (26 metri di lunghezza e 20 di larghezza), realizzata dal maestro Gianfranco Meggiato per Matera Capitale Europea della Cultura, che ha portato nella Città dei Sassi, Alfonso Cauteruccio. Intervenuto ieri nella sala “Mandela” del Comune per la presentazione alla stampa dell’installazione, il presidente di Greenaccord ha inteso sottolineare come “tutto è uno”, messaggio scelto da Meggiato per riassumere il significato di questo suo lavoro, vada letto come «tutto è connesso, come dice papa Francesco nell’Enciclica Laudato si’. «Quest’opera, che si pone come una sorta di labirinto dove si entra per un proprio “viaggio” spirituale, rappresenta l’armonia della diversità. La nostra vita è un po’ come questa installazione, un percorso. Però questo nostro passaggio sulla terra è distruttivo, lascia un’impronta pesantissima, perché siamo portati ad accumulare. Ora è necessario cambiare. Il dialogo interreligioso e l’ecumenismo sono la formula più semplice, più immediata, per unire tutti nella custodia del creato. Preservare la natura per perpetuare la vita dell’uomo. C’è bisogno di tutti. La causa non è di nessuno, la terra è di tutti».

Si intitola “Il Giardino di Zyz”, dove Zyz è un termine fenicio che indica il fiore primigenio della conoscenza e della cultura, ed è un vero e proprio percorso di simboli e sculture all’interno di un’area delimitata da cinquemila sacchi nei sette colori della pace. Una mano aperta che significa accoglienza, protezione, apertura all’altro, che dal Belvedere del parco della Murgia Materana guarderà la Città dei Sassi fino al 10 settembre. «Un inno alla pace e alla ricerca dell’Unità nel nome dell’incontro fra culture», ha affermato Maurizio Vanni, direttore generale del Lu.C.C.A – Lucca Center of Contemporary Art, e prezioso moderatore.

A ribadire come Matera da sempre sia stata crocevia di popoli, di cui oggi si trova testimonianza nella mistura di tradizioni, sono stati Michele Lamacchia, presidente dell’Ente Parco della Murgia Materana, Giovanni Oliva, direttore Fondazione Matera Capitale e l’assessore alla cultura, Giampaolo D’Andrea, rappresentanti dei tre enti promotori del progetto artistico, assieme all’associazione Itria.«Partendo dall’identità di Matera, proclamata nel 1954 Civitas Mariae, l’artista ha scelto di creare un percorso simbolico di grande suggestione – ha spiegato la curatrice Daniela Brignone -. Dal basso è un giardino d’arte che si snoda all’interno di un’area delimitata da una parete di sacchi alta due metri e venti, realizzata nei sette colori dello spettro solare, che contraddistinguono l’arcobaleno e la bandiera della pace. Dall’altro, invece, quella che si vede è la forma di una mano destra aperta, simbolo in molte culture di protezione, apertura e spiritualità.

Sul palmo di questa mano, un fiore custodisce la scultura più imponente: “Il volo”, cinque metri di altezza, punto di arrivo di tutto il percorso artistico, che simboleggia la necessità di affrontare le difficoltà per oltrepassarle e, con esse, trascendere la stessa materia per andare oltre il tangibile».Il “Giardino di Zyz” vuole proprio andare oltre. Oltre ogni barriera temporale, culturale e religiosa. Da qui la presenza alla conferenza stampa di alcuni rappresentanti delle tre religioni monoteiste. A fare gli onori di casa mons. Filippo Lombardi, vicario episcopale per la pastorale dell’arcidiocesi di Matera-Irsina, in rappresentanza dell’arcivescovo mons. Antonio Giuseppe Caiazzo: «Il tema della fede – ha affermato - evoca immediatamente il tema della ricerca. La fede non è qualcosa di scontato. L’uomo è sempre alla ricerca del divino. Così il cammino dell’uomo è prima di tutto un cammino interiore. Quest’opera potrà aiutare una città come Matera a svolgere un’opera di ricerca personale, ma anche di condivisione. La religione non marca una divisione, marca un senso di appartenenza. Non è possibile trovare una condivisione se non c’è un’identità forte. Solo allora si può affrontare insieme a uomini di altre fedi un cammino di pace».

In armonia con le parole di mons. Lombardi, l’imam di Lecco, Usama El Santawi, che ha sottolineato come «tutto è uno sia una cosa naturale, ma purtroppo dobbiamo sforzarci sempre per ricordarlo alle persone. La religione invita alla condivisione, alla pace spirituale, alla pace con la diversità. E questo è ben presente nel Corano». Il mondo dell’ebraismo, invece, è stato rappresentato dai video-messaggi dei rabbini Umberto Piperno e Ariel Finzi: «Il Signore ha creato il mondo, ma ha dato la possibilità all’uomo di migliorarlo. L’uomo può elevarsi nella cultura e realizzare tra gli uomini uno spirito di cooperazione che è quello caratteristico di Matera». Creare questo spirito di cooperazione è responsabilità anche dell’artista, ha sostenuto Gianfranco Meggiato, «il quale con le sue opere deve offrire segni di speranza, deve affermare con chiarezza che l’uomo non è solo materia, è molto di più».


 

Foto di Paolo Ferraina


 
     Register