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A Veroli la 13°Giornata per la Custodia del Creato

01/09/2018 18:21
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MONS. SPREAFICO: “85% DEI RIFUGIATI E’ PER EVENTI ATMOSFERICI: 
CUSTODIA DEL CREATO E’ UNA QUESTIONE CONCRETA”

FELIPE CAMARGO, RESP. EUROPA SUD UNHCR ONU: 
“I RIFUGIATI AMBIENTALI SONO GIA’ UN’EMERGENZA E SONO MILIONI, 
DOBBIAMO SOLO APRIRE GLI OCCHI PER PREPARARE POLITICHE ADEGUATE”

FABIO LONGONI DELLA CEI: “NON CI SONO STATI SOVRANI SUL CREATO, 
CI SONO STATI SOVRANI CHE SI CIRCONDANO 
DI CONFINI CHE CHI SOFFRE E’ PORTATO A SUPERARE” 

Nell’antica città di Veroli (Fr) uno dei più bei borghi italiani al via questa mattina la XIII Giornata Nazionale per la custodia del Creato e XIII Forum della Stampa, organizzata dalla Diocesi di Frosinone Veroli Ferentino per la CEI e da Greenaccord.

Annunciati dal Presidente di Greenaccord Alfonso Cauteruccio i nomi dei vincitori che questa sera nella splendida cornice del Monastero di Sant’Erasmo riceveranno il Premio “Sentinelle del Creato”, personalità del mondo dell’informazione e della cultura che si sono particolarmente distinte per il loro impegno e la loro azione nei confronti della custodia del Creato: i giornalisti Luisa Pozzar dell’UCSI Unione Cattolica Stampa Italiana, Marco Lapi della FISC Federazione Italiana Settimanali Cattolici, Giorgio Zanchini giornalista di Radio 1 conduttore di Radio Anch’Io, Dante Cerati di Radio Laghi In Blu Diocesi di Mantova. E ancora Monsignor Spreafico per aver promosso una pastorale “integrale” attenta alla persona e al contesto in cui vive, Paolo Ottaviani del Corpo Carabinieri Forestale per l’adempimento dei propri compiti istituzionali a tutela della natura e per le sue doti di educatore, Iskra Menarini voce inconfondibile del panorama musicale internazionale e vocalist di Lucio Dalla, Ciro Sciallo figlio verace di una Napoli che non vuole arrendersi, con i suoi testi e con la sua musica ha contribuito al riscatto culturale della sua città.

In un’epoca di profondi mutamenti geopolitici e ambientali “Coltivare l’alleanza con la terra” è stato il tema scelto dalla Chiesa Italiana per discutere e proporre soluzioni d’intervento. “Il fenomeno dei profughi climatico-ambientali è di rilevanza primaria e d’intensità superiore a quello dei profughi da guerra” è entrato subito nel vivo del tema il Mons. Spreafico Vescovo della Diocesi di Frosinone Veroli Ferentino portando alla riflessione una serie di dati “Secondo l’Organizzazione mondiale delle migrazioni nel 2014 la probabilità di essere sfollati a causa di un disastro è salita del 60% rispetto a 40 anni fa. Secondo l’Internal Displacement Monitoring Centre del Norwegian Refugee Council, dal 2008 al 2015 ci sono stati 202,4 milioni di persone delocalizzate o sfollate, il 15% per eventi geofisici come eruzioni vulcaniche e terremoti, e l’85% per eventi atmosferici. Nel solo 2015 gli sfollati interni allo stesso Stato sono 27,8 milioni, di cui 8,6 milioni provocati da conflitti e violenze e 19,2 milioni provocati da disastri naturali, intensi e violenti” e poi commentando 
  “All’origine del fenomeno esistono un intreccio di cause che hanno reso molte terre inabitabili tra guerre, cambiamenti climatici e disastri ambientali, fame, povertà, disuguaglianze, dittature e persecuzioni” per poi chiosare “Se i migranti ambientali non vengono riconosciuti come rifugiati dalla Convenzione di Ginevra e non possono contare su alcun livello di protezione internazionale dobbiamo allora superare la definizione di rifugiato e in questo l'Europa dovrebbe farsi promotrice presso l'Onu perché vengano riconosciuti diritti anche ai profughi ambientali”.

“Da noi esiste l’annoso problema della Valle del Sacco, su cui si sta creando una sensibilità nuova a livello locale tra le varie forze del territorio. Io aggiungerei la Valle del Liri, perché non si deve nascondere che i liquami che ogni tanto vi si trovano avranno qualche origine” ha poi concluso.

Commentando l’attualità del fenomeno migratorio Fabio Longoni  Direttore Ufficio Nazionale Politiche Sociali e del Lavoro della CEI ha dichiarato “Non ci sono Stati sovrani sul Creato, ci sono Stati sovrani che si circondano di confini che chi si trova a vivere in estrema necessità è portato a superare per cercare un futuro vivibile e migliore” chiarendo che “Con la giornata di oggi che si prolunga per tutta la Chiesa italiana fino al 4 ottobre, Giornata di San Francesco, vogliamo dire che la custodia del Creato significa che ci è stato affidato un bene che non appartiene a noi ma che è principalmente di Dio, e che Dio destina a tutti gli uomini e a tutte le future generazioni, e a coloro che non hanno capacità di autosostentamento, cioè ai poveri. Questo è il principio della destinazione universale dei beni e tutto questo porta la Chiesa a costruire alleanze responsabili per il raggiungimento dei 17 obiettivi per uno sviluppo sostenibile Agenda dell’Onu 2030. CI auguriamo che l’Italia con questa prospettiva rinnovi il suo impegno formulato a Parigi per la prossima Cop24 sul Clima Katowice in Polonia”.

Felipe Camargo, Responsabile Europa del Sud per l’UNCHR (ONU) è intervenuto nel vivo dell’attualità politica dei migranti “Le dimensioni del fenomeno dei rifugiati ambientali, come ha ben documentato Mons. Spreafico, fanno capire l’importanza di creare un ordinamento giuridico che garantisca chi è sfollato a causa del cambiamento climatico e dei disastri naturali. Queste persone una volta passata la frontiera perdono la protezione legale internazionale. Lo spostamento forzato legato ai cambiamenti climatici è una realtà ampiamente sottovalutata e non regolamentata a livello internazionale né in ambito comunitario”.

E ha poi aggiunto “L’UNHCR  lavora a livello globale con i governi e con la società civile per ridurre il rischio di queste catastrofi attraverso la risposta umanitaria che garantisce protezione legale e assistenza materiale.  Lavoriamo soprattutto per far comprendere che cause come la siccità ad esempio nel Corno d’Africa sono motivo di conflitti tribali e di carestie per milioni di persone che non potranno fare altro che spostarsi e cercare di vivere in qualsiasi altro luogo dove è possibile sopravvivere”.

E ha poi concluso “Quello che vediamo come Agenzia Onu per i Rifugiati è che in generale i Governi non sono attrezzati e pronti a discutere una politica di prevenzione e ad agire per rispondere alle gravi conseguenze provocate dal cambiamento climatico mentre la questione è già un’emergenza”.

Portando al centro del dibattito il Sinodo in Amazzonia voluto da Papa Francesco Fabio Fabene, Sottosegretario del Sinodo dei Vescovi ha dichiarato “E’ una iniziativa di grande portata e riguarderà non solo il territorio amazzonico ma tutta la chiesa e il mondo, parliamo di 7milioni e mezzo di km quadrati. Il Papa con l’Enciclica propone una seria e profonda riflessione sulla casa comune, questa dimensione sociale e comunitaria trova un’espressione rilevante proprio nel territorio amazzonico in cui l’ecosistema si coniuga inseparabilmente con la vita delle persone e garantisce la stabilità e la salvaguardia della Casa Comune. Per questo il processo di evangelizzazione della Chiesa in Amazzonia non può prescindere dalla promozione e dalla cura del territorio e dei suoi popoli, cioè dalla natura e dalle culture”.

Il Prof. Angelo Romano di Storia della Chiesa presso la Pontificia Università Urbaniana parlando dei Martiri ambientali ha sottolineato come “Il tema del rispetto del creato è sempre più al centro della questione ecologica della Chiesa, e con il Laudato Sì Papa Francesco ha voluto rafforzare una visione integrale del Creato in cui il concetto di Custodia significa amore per i fratelli” e ha proseguito “Per questo la figura dei Martiri  è ancora oggi molto attuale se pensiamo ai molti cristiani che sono perseguitati in molte zone del mondo, perchè il martire è un cristiano che testimonia e vive la sua fede attraverso la sua azione in difesa del creato e ha concluso “il sangue dei martiri è seme di nuovi cristiani” diceva Tertulliano, perché verso la vita dei martiri sebbene finisca tragicamente c’è una misteriosa attrazione perché nella loro vita c’è la vita di Gesu’ che dona la propria vita per gli altri”.  

da Veroli, Monica Pepe