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Antartide: individuato il sito dove estrarre il più lungo archivio climatico su ghiaccio

09/04/2019 12:43
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Ricercatori europei estrarranno e analizzeranno carote di ghiaccio fino a 2.730 metri di profondità per ricostruire la storia del clima dell’ultimo milione e mezzo di anni

Martedì 9 aprile 2019, nel corso dell’assemblea generale della European Geosciences Union a Vienna è stato dato un annuncio che poterebbe rivelarsi rivoluzionario. A 40 km dalla base italo-francese Concordia in Antartide è stato individuato il sito di perforazione dove estrarre carote di ghiaccio fino a 2.730 metri di profondità. Serviranno a ricostruire la storia del clima globale dell’ultimo milione e mezzo di anni. Il risultato è stato ottenuto grazie al progetto EPICA – Oldest Ice, finanziato dall’Unione europea e coordinato dall’Istituto tedesco per la ricerca marina e polare A. Wegener, e ha visto il coinvolgimento di ricercatori provenienti da 14 istituzioni in ben 10 paesi europei.

Al progetto partecipa per l’Italia un team di esperti coordinato da Carlo Barbante dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e ricercatore associato del CNR; le attività si svolgono nell’ambito del Piano Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA), attuato dal CNR per la programmazione e il coordinamento scientifico e dall’ENEA per gli aspetti logistici. I ricercatori hanno selezionato come sito per la perforazione uno dei luoghi più freddi, spogli e inospitali della Terra, Little Dome C, che si trova ad un paio d’ore di motoslitta da Concordia nella regione della Terra di Wilkes a una quota di 3.233 metri sul livello del mare. Un luogo in cui le precipitazioni sono molto limitate e dove la temperatura media annuale è di -54 °C, con il termometro raramente sopra i -20 °C e in inverno addirittura a -80 °C.

Nell’ambito del precedente progetto EPICA (European Project for Ice Coring in Antarctica), tra il 1996 e il 2004 a Concordia i glaciologi estrassero ghiaccio fino alla profondità di 3.270 metri. In quel frangente le analisi dettagliate delle carote estratte ricostruirono il clima degli ultimi 800mila anni. “Durante queste centinaia di migliaia di anni, ci sono stati periodi alterni: lunghi periodi glaciali e brevi periodi interglaciali, a intervalli di circa centomila anni”. Ha dichiarato Barbante.
Grazie alle piccole bolle d’aria, intrappolate nel ghiaccio nel momento in cui si è formato, gli scienziati del clima possono infatti misurare le concentrazioni di importanti gas a effetto serra come anidride carbonica e metano, riscontrando una chiara connessione. Nei periodi in cui il clima terrestre è stato più freddo, in atmosfera si registrava una quantità decisamente inferiore di CO2 e metano rispetto ai periodi più caldi.

Ciò nonostante i ricercatori non hanno ancora a disposizione campioni di ghiaccio delle ere precedenti per misurare la composizione dell’atmosfera nel periodo in cui il ritmo dell’alternanza tra periodi caldi e freddi cambiò in modo significativo. “Più di 1,2 milioni di anni fa, i cicli climatici fra glaciale interglaciale avevano una durata di circa 40mila anni e seguivano le regolari oscillazioni dell'angolo dell'asse terrestre, tra 21.5° e 24.5°”. Ha aggiunto Barbante. “È seguito poi un periodo di circa 300mila anni, la transizione del Pleistocene Medio, prima che 900mila anni fa iniziasse un ritmo della durata di circa 100mila anni”.

I paleo-climatologi conoscono questo fenomeno grazie alle ricerche sui sedimenti che si sono accumulati nei fondali oceanici. Queste analisi forniscono informazioni sulle temperature passate e sulle masse delle calotte polari che coprivano l’Antartico, la Groenlandia e, per un periodo, il Nord America e il Nord Europa. L’unico modo per ottenere dati diretti sull’atmosfera del passato, come la quantità di anidride carbonica e metano e sulle connessioni tra la presenza di questi gas e lo sviluppo del clima, è analizzare le bolle d’aria contenute nelle carota di ghiaccio. “Per questo, dopo aver estratto i campioni di 800mila anni fa con EPICA, ci sono ragioni molto valide per cercare ghiaccio di un milione e mezzo d’anni fa”. Ha concluso Barbante.

Fonte: ENEA