|
DEL
DIFFICILE RAPPORTO FRA POLITICA, SCIENZA ED ETICA
di
Andrea Masullo
Si
è ormai diffusa in Italia, in questi ultimi anni, una cattiva e
pericolosa abitudine: quella di esorcizzare i problemi anziché
risolverli. Con tutto il rispetto per gli esorcisti veri e per il
loro straordinario quanto misterioso carisma, ciò porta a scelte
arbitrarie che il più delle volte aggravano invece che risolvere i
problemi.
Un
sindaco del Sud istituisce un pullman riservato ai soli immigrati,
con fermate differenziate per evitare confusione, esattamente come
avveniva non molti anni fa in Sudafrica, quando si scandalizzava il
mondo intero e per questo iniziava la grande esperienza di Gandhi.
Niente paura, qualche intervista in cui indigeni e stranieri si
dichiarano contenti, il sindaco dice di non essere razzista e tutto è
risolto.
Negli
stessi giorni a Napoli una donna straniera partorisce e viene
denunciata dal personale dell’ospedale perché non ha i documenti
in regola, secondo uno stile di delazione degno del terrore
sovietico. Niente di grave, è stato solo un eccesso di zelo, dicono
gli interessati.
Trionfa
la logica che ciò che trova il consenso della maggioranza sia lecito
e democratico, ma la democrazia, al contrario ha come principio
fondante il rispetto dei diritti delle minoranze ed è vincolata al
rispetto di principi etici e regole universali, sanciti da documenti
come la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, e dalle
numerose convenzioni internazionali che ne hanno arricchito e
specificato i contenuti e gli strumenti.
Un
altro esempio di manipolazione della realtà è quello dei rifiuti;
dal momento che la normativa europea ne impone come priorità la
riduzione, il riutilizzo e il riciclaggio, (tutte pratiche afferenti
a tecnologie semplici ed attività economiche diffuse, che non sono
molto appetibili per le grandi imprese, sono poco controllabili dalla
malavita e inoltre aggravano il peso organizzativo dei comuni) è
bastato cambiare nome alla “distruzione di materiali negli
inceneritori” e chiamarla “recupero energetico nei
termovalorizzatori” ed il gioco è fatto. E poco importa se in un
“termovalorizzatore”, termine esistente solo in Italia, si
sfrutta solo un quinto dell’energia servita a produrre la plastica,
suo “cibo” preferito, mentre riciclandola questa energia potrebbe
in gran parte essere risparmiata.
Ma,
come se non bastasse, dal momento che tale pratica è economicamente
molto costosa e poco conveniente, non potendola incentivare come
attività di smaltimento in quanto certamente non al top delle
priorità sancite dall’Unione Europea, ancora una volta è bastata
una parola magica del politico/esorcista di turno (e ve ne sono
purtroppo in tutti gli schieramenti politici) ed i rifiuti sono
divenuti CDR, cioè combustibile rinnovabile, potendo godere di
incentivi come se si trattasse di energia solare, o come se la
plastica crescesse sugli alberi e non derivasse dal petrolio. Ma il
miracolo più grande è stato definire questi impianti “puliti, con
assenza di emissioni”, cambiando così la legge fondamentale della
fisica che sancisce inequivocabilmente che “la materia non può
essere né creata né distrutta” e pertanto un inceneritore non fa
scomparire i rifiuti ma semplicemente li trasforma, spesso in
sostanze ben più pericolose ed inquinanti, e li espelle con acque
contaminate, gas e ceneri.
Alcuni
anni fa, visto il successo ottenuto con i rifiuti, un
ministro/esorcista tentò di trasformare in energia rinnovabile il
carbone emulsionato con acqua, ma qualcuno, che nel suo paese ricco
di carbone invece tentava in tutti modi di sfruttare al massimo il
poco sole che aveva, alzò la voce a Bruxelles e il tentativo fu
rispedito al mittente.
Ma
i nostri ineffabili carbonai, sapendo che il loro amato combustibile
è fra i più inquinanti e genera bruciando le più alte emissioni di
quell’anidride carbonica che sta cambiando il clima planetario,
corse dal politico/esorcista e il carbone italiano, pur restando
“apparentemente” identico al carbone usato nel resto del mondo,
divenne miracolosamente “carbone pulito”.
Non
certi della durata del miracolo operato sul carbone, i nostri
politici/esorcisti hanno recentemente resuscitato un’altra energia
agonizzante su scala mondiale: quella nucleare. E qui il miracolo
operato è davvero grande.
Le
centrali nucleari sono pericolose? Noi faremo “il nucleare sicuro”.
Non esiste al mondo un solo sito per la gestione definitiva delle
scorie? Abbiate fede e prima o poi il sito verrà. La famosa agenzia
di rating Moody’s dichiara che il prezzo del kWh nucleare
raddoppierà entro il 2012. Non temete, in Italia nel 2012 grazie al
nucleare le bollette diminuiranno! La radioattività? E’ invisibile
e quindi non esiste. Il nucleare ha emissioni nulle e ci aiuterà a
difendere il clima del pianeta.
Ma
l’uranio a basso costo diventa scarso e si dovrà presto estrarre
da rocce granitiche ed a più bassa concentrazione, bruciando molto
petrolio per queste operazioni; al punto che le emissioni per
produrre 1kWh dall’uranio supereranno presto quelle del gas e poi
anche quelle del petrolio e del carbone, tornando a minacciare il
clima...
Ma
qui c’è il miracolo più grande; pensate che è bastata una
mozione al Senato della Repubblica Italiana, approvata a maggioranza
all’inizio di aprile, che i cambiamenti climatici che allarmano la
comunità scientifica mondiale, organizzata dalle Nazioni Unite in un
network coordinato dall’IPCC, che raccoglie ed analizza gli studi
provenienti dai più prestigiosi istituti di ricerca sulla
climatologia e la fisica dell’atmosfera, sono miracolosamente
scomparsi, o comunque non sono “da attribuire prioritariamente ed
esclusivamente all’anidride carbonica di emissione antropica”.
Presidente
Obama non stia lì a preoccuparsi tanto del clima che cambia. Venga a
far visita al nostro “Parlamento dei Miracoli” e vi troverà ogni
risposta e potrà tornarsene a Washington più tranquillo.
Ma
l’esempio più tragico di questo difficile rapporto fra politica,
scienza ed etica, da cui dipende la nostra stessa vita, viene dai
fatti di questi ultimi giorni. Circa 300 persone, nell’Abruzzo
colpito dal terremoto, sono state inghiottite dalle macerie. Pochi
giorni prima altrettante persone sono state inghiottite dal mare nel
tentativo di fuggire dalla fame e raggiungere l’Europa. Queste due
tragedie non hanno in comune solo il numero delle vittime ma anche la
sabbia: case di sabbia da una parte, economie di sabbia dall’altra.
E dietro tutto ciò, la politica asservita al potere economico, con
grande cinismo insegue i suoi “trenta denari” di favori e di
voti, prezzo del tradimento dell’etica; per trent’anni omette di
applicare le regole di costruzione anti-sismica, e alcune forze
politiche raccolgono i loro consensi sul cinico rigore contro i
disperati, facendosi addirittura vanto di tale stolta vigliaccheria.
Se
è vero che la scienza non è la vita, ma è solo una
rappresentazione della realtà di cui siamo orgogliosi al punto di
aver definito noi stessi, non senza una punta di presunzione, “homo
sapiens”, tuttavia risponde ad una serie di paradigmi e cognizioni
condivise e dimostrate, sempre criticabili e perfettibili, ma non
modificabili per decreto.
Accettino
gli scienziati di confrontarsi con una realtà complessa e non sempre
interpretabile su basi deterministiche, con l’umiltà di offrire il
migliore strumento possibile di lettura ed interpretazione della
realtà. Adoperino con onestà e rigore le loro conoscenze, non siano
mai assoggettati né al potere politico né a quello economico, ma
siano sempre guidati dalla responsabilità di condurre l’umanità
verso la conoscenza e il benessere.
Accettino
i politici il primato dei princìpi della scienza e dell’etica
universalmente condivisi, e con umiltà e rispetto esercitino le
responsabilità che i cittadini hanno loro delegato, e non il potere
fondato su interessi di parte, preconcetti e stereotipi ideologici.
Andrea
Masullo
Aprile
2009
|