Anche Lourdes è ormai alle spalle. Dopo l’intensa pioggia della serata, incapace di fermare i pellegrini che hanno raggiunto la grotta e hanno pregato insieme, la partenza mattutina non ha concesso un ritorno sui propri passi per raccogliersi davanti alla Madonna prima di lasciare i Pirenei alla volta di Léon. Colazione alle 7.15 e via di nuovo per quasi 800 chilometri. Ora sul pullman inizia il viaggio della scoperta. Non qualsiasi: i pellegrini che sono partiti da Pistoia sono un gruppo veramente eterogeneo. Tante e differenti le strade che li hanno messi insieme su questo cammino, accomunate da una ricerca spirituale che si fa strada comune dentro orizzonti diversi. Questo piccolo spicchio di umanità partito da Pistoia poco più di 48 ore fa sta simbolicamente incontrando, nella sua varietà, il mondo che cammina per lavoro e per turismo, per devozione e per ricerca spirituale. All’interno della piccola comunità che si è formata durante il viaggio nascono le prime amicizie ed emergono le prime storie raccolte dai giornalisti di Greenaccord, e si accetta anche la fatica e la tensione dovuta alla stanchezza. È un pullman carico di energia, traboccante della musica e della vitalità dei giovani della parrocchia di Vignole che dai posti di fondo non prendono un attimo di respiro. In mezzo a loro Emanuela e Fabio, gli animatori che hanno preferito per i loro ragazzi il cammino di Santiago al consueto campo estivo. “Vorremmo che i nostri passi ci restituissero quel tempo della riflessione che manca durante l’anno – spiega Emanuela – perché oltre alla condivisione dell’esperienza ci sia spazio anche per noi: noi fidanzati e noi singoli, capaci di camminare con fatica per riflettere e interiorizzare”. E tra i giovani di Pistoia c’è anche chi a Santiago non ci voleva venire. Sono ragazzi giovanissimi che hanno ancora le idee confuse ma si aprono al dubbio con sana curiosità e voglia di nuove scoperte. Consapevoli del fatto che qualcosa sta per succedere dentro e fuori di loro, ora dopo ora modificano il loro approccio nei confronti del viaggio e della fatica. Intanto la Francia scorre ancora per pochi chilometri fuori dal finestrino lasciando il posto ai Paesi Baschi e alla Castiglia, e come in un film ci si lascia incantare dai nuovi campi eolici, ora spagnoli, che appaiono all’orizzonte fino a scomparire ai lati dell’autostrada. Si va verso Léon, ben più di una promessa nel viaggio verso Portela De Valcarce, piccolo borgo rurale da cui in mattinata inizierà il cammino. Lo faranno anche le cinque bambine tra i 6 e i 10 anni – le uniche che smaniano per essere riprese dalla telecamera di Cristiano Proia di Tv2000 – a lato dei genitori, che a volte non hanno scelto per loro: “Volevo lasciare a casa Ginevra che ha solo 6 anni – dice la mamma Daniela – ma è stata lei a insistere per partecipare”. E Ginevra, che ammette tranquilla di avere un asso nella manica - il passeggino - è proprio certa della sua decisione. “Ho scelto per le mie figlie di 9 e 16 anni – interviene invece Loretta del gruppo di San Marcello Pistoiese - un’esperienza che interrompa la routine del progresso e del benessere per insegnare loro qualcosa in più attraverso i momenti di astinenza e difficoltà che aiutano a crescere”. Il pellegrino più energico, anche se per ora silenzioso è Ugo: non dichiara l’età e implora l’incognito, ma lascia trapelare di essere il decano tra i presenti. Jacopo che dichiara con semplicità di andare “a trovare il suo Patrono” oggi non ha invece tempo per i giornalisti, preso com’è dalle nuove conoscenze che si stanno incrociando sul pullman. Forse era anche questo ciò che intendeva il vescovo Mansueto Bianchi venuto a salutare i suoi pellegrini, “questi giovani che partono da Pistoia nel cuore della notte” pronti per un viaggio difficile ma “ricco di importanti scoperte”. Luisella Meozzi
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